STORIA:

Secondo le fonti avrebbe origini molto antiche, alcuni ne collocano la nascita intorno al VI secolo per opera della famiglia Da Molin, mentre è maggiormente accreditata la costruzione intorno al 996 grazie all’iniziativa delle famiglie patrizie Barozzi, Aldicina e Equilia. Si suppone che l’erezione a Parrocchia sia da far risalire all’XI secolo, in un periodo in cui si ebbe una ridefinizione dell’amministrazione ecclesiastica in città. Più volte distrutta da incendi, fu ricostruita nel XII secolo dai Pisani e ancora, a partire dal 1507, su progetto di Antonio Abbondi detto lo Scarpagnino, con l’aggiunta della cappella ad opera di Jacopo Tatti detto il Sansovino, terminata nel 1564. Nel XVIII secolo divenne collegiata. Nel 1807 i decreti napoleonici soppressero la Parrocchia e il suo capitolo inglobandola a San Moisè.

All’interno, sull’altare maggiore, è presente una statua marmorea che rappresenta San Fantino nella tipica iconografia del cavaliere romano/martire: identica iconografia in un arazzo conservato nella stessa chiesa; questa iconografia è dovuta al fraintendimento dell’appellativo cavallaro (colui che accudisce i cavalli), proprio del Santo, con quello di cavaliere. In passato era affiliata a Santa Maria Zobenigo e il parroco riceveva da quest’ultima l’acqua santa.